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Disabilità e Tecnologia, c’è ancora un abisso ma c’è Google

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La tecnologia non è ancora del tutto pronta sotto l’aspetto della disabilità. Per fortuna arriva il nostro supereroe Big G (Google) a metterci una pezza.

Se pensi che la tecnologia come smartphone e smart speaker, riescano ad essere utilizzati da tutti quanti, beh ti sbagli. Purtroppo ad oggi dispositivi mobili e altri oggetti tecnologici hanno una barriera all’entrata nel mondo delle persone con disabilità.

Ti faccio qualche esempio.

Hai mai provato a navigare sul telefono ad occhi chiusi, o magari a vedere film con le orecchie tappate, leggendo solo il labbiale?

Beh, questi sono solo alcuni dei tanti problemi che un utente con disabilità non riesce a scavalcare. Per fortuna però, ad aiutare queste persone sono tante le aziende che se ne occupano, ma in particolare c’è Google che ha un team dedicato per poter risolvere questi problemi.

Le novità HomeMade di Google

Dopo la presentazione dei Pixel 4, Google ha rilasciato tante funzionalità che permettono ai disabili di essere più agevolati durante la vita di tutti i giorni.

Gli strumenti fin’ora visti, come TalkBack, l’Accesso Vocale, fanno il loro dovere, ma non è abbastanza. Per questo Big G sta continuando con lo sviluppo di nuove funzionalità, senza sosta. 

Le applicazioni più recenti che possiamo vedere dall’evento Made by Google 2019 sono la nuova Live Caption e Live Transcribe. Al momento sono disponibili solo in lingua inglese, ma presto verranno rilasciate più versioni con più lingue.

Per ammirare le loro funzionalità ti lascio vedere i due video ufficiali che mostrano per bene le applicazioni.

DIVA il pulsante per comandare Google Assistant

Lorenzo Caggioni, è lui l’inventore di DIVA (DIVersely Assisted), ora di proprietà di Google. Lorenzo è uno sviluppatore Google che ha sfruttato il 20% delle sue ore di lavoro all’interno di Google, per sviluppare questo bottone in grado di comunicare con G Assistant.

(Se non ne sei a conoscenza, Google offre a tutti i dipendenti il 20% delle ore di lavoro per sviluppare progetti propri.)

Il progetto è nato per riuscire a far comunicare suo fratello di 22 anni, affetto da sindrome di down, con Google Assistant in modo autonomo:
“Non è sempre facile capire quali siano i suoi desideri e interessi, per questo volevo creare qualcosa che gli permettesse di scegliere quando ascoltare la sua musica preferita in totale autonomia, usando gli stessi dispositivi che usiamo noi: anche questa è inclusività”

Ora grazie a DIVA Giovanni e altri disabili potranno comunicare con l’assistente Google in maniera automa.

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